3 marzo 2025
Con l’ordinanza in esame, La Suprema Corte affronta il tema del contenuto dell’obbligo di repêchage e definisce con chiarezza l’onere allegatorio e probatorio che grava sul datore di lavoro.
Richiamando il proprio precedente orientamento (Cass. n. 23301/2018), la Corte ribadisce che, in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo, motivato dalla soppressione del posto di lavoro del dipendente licenziato, il datore di lavoro non è tenuto a creare nuove posizioni o a modificare l’organizzazione aziendale per conservare il posto al lavoratore, ma deve dimostrare solo l’assenza di posti liberi compatibili con la professionalità del dipendente “non potendo il giudice, una volta emersa la prova della soppressione del posto, imporre al datore di lavoro di mantenere una posizione di lavoro anche inferiore, perché si sostituirebbe all’imprenditore nel compito di organizzazione aziendale che a lui compete”.