25 febbraio 2025
Commento all’ordinanza n. 3400 del 10 febbraio 2025 della Corte Suprema di Cassazione, sezione lavoro.
Nella quantificazione del danno alla professionalità, assume rilievo la rapidità dell’evoluzione tecnologica del settore di appartenenza del dipendente, dal quale questi sia stato illegittimamente escluso.
Con l’ordinanza in commento, La Suprema Corte affronta il tema della dequalificazione subita dal lavoratore in una prospettiva dinamica, riconoscendo un valore preminente, nel risarcimento del danno alla professionalità, al depauperamento professionale subito dal prestatore di lavoro a seguito dell’illegittima esclusione da un contesto tecnologicamente avanzato.
La Corte sottolinea come, una volta accertata la dequalificazione, il danno sia risarcibile ogni qualvolta si configuri una grave violazione dei diritti fondamentali del lavoratore, che costituiscono oggetto di tutela costituzionale. La valutazione del danno deve tener conto della persistenza del comportamento lesivo, della durata delle situazioni di disagio, sia professionale che personale, e dell’inerzia del datore di lavoro rispetto alle istanze del prestatore di lavoro, “indipendentemente da uno specifico intento di declassarlo o svilirne i compiti”.
Nel caso in esame, assumono rilievo, ai fini presuntivi della sussistenza del danno risarcibile, la qualità delle mansioni svolte, la durata del demansionamento subito, le modalità dell’inadempimento datoriale, nonché “la velocità dell’evoluzione tecnologica del settore cui il dipendente era addetto e di cui era stato in sostanza privato”.
Con questa pronuncia, la Corte afferma un principio fondamentale: accertato il demansionamento, la quantificazione del danno deve tener conto anche della perdita delle competenze professionali, divenute obsolete a seguito di un prolungato svolgimento di mansioni inferiori.
Tale danno risulta particolarmente evidente quando l’assegnazione a compiti dequalificanti si protrae per un periodo significativo - nel caso di specie, tre anni - privando il lavoratore della possibilità di aggiornarsi e di mantenere le proprie capacità e competenze al passo con l’evoluzione tecnologica del settore.