Stipendi in ritardo e cambi illegittimi di turno e orari non configurano mobbing.

2 maggio 2017

Il pagamento degli stipendi in ritardo e i cambi illegittimi di turno e orari non configurano mobbing, ma giustificanno le dimissioni del lavoratore.

La Suprema Corte di Cassazione, con la recente sentenza che si allega, nel confermare la decisione dei Giudici di merito, richiamando il consolidato orientamento in materia, ha statuito che il danno esistenziale, liquidato in via equitativa, rientra nella categoria più ampia e generale del danno non patrimoniale e non consente duplicazioni risarcitorie. Premesso ciò, la Corte di Cassazione ha inoltre disposto che esso può derivare anche da inadempimenti ad opera del datore di lavoro che pur non integrando la fattispecie del mobbing, costituiscono motivo di giusta causa nelle dimissioni del lavoratore, quali il reiterato ritardo nel pagamento della retribuzione, modifiche illegittime degli orari e dei turni di lavoro.